Citroen 2CV SAHARA

Il primo prototipo realizzato da Bonnafous montava i motori originali della 2 CV che nelle versioni originali era il classico bicilindrico raffreddato ad aria di 375 cc, ma già negli esemplari successivi venne adottato il nuovo motore di 425 cc.

A bordo della Citroen 2 CV Sahara tutto era fornito in doppia dotazione in quanto, oltre ai due motori, c’erano anche due serbatoi, due diversi dispositivi si accensione e due frizioni idrauliche abbinate e azionabili da un solo pedale; le sospensioni, seppur rinforzate per consentire al veicolo di sopportare adeguatamente le gravose sollecitazioni nell’utilizzo in fuoristrada, assicuravano comunque quel grado di comfort richieste dalle specifiche iniziali che hanno ispirato la progettazione, verso la metà degli anni Quaranta, della 2 CV tradizionale e in base alle quali “le sospensioni dovevano consentire l’attraversamento di un campo arato con un paniere di uova senza romperle…”.

Il primo prototipo ufficiale esce dagli stabilimenti della Panhard (all’epoca di proprietà della Citroen) nel marzo del 1958, mentre la normale produzione di serie ha inizio nel dicembre del 1960 riscuotendo un certo successo negli anni in cui l’imbargo petrolifero era ancora uno spettro lontanissimo.L’esercito coloniale impegnato in Marocco e in Ageria utilizzò diversi esemplari, come la Guardia Civile spagnola, ma sul mercato civile la 2 CV Sahara non riuscì mai a sfondare a causa soprattutto del prezzo che, per le sue caratteristiche, era circa il doppio rispetto a quello del normale modello di serie. In una dozzina d’anni di produzione, dal ’58 al ’71, la 2 CV Sahara è stata prodotta in 694 esemplari (con un picco di 274 unità nel biennio 1961-62). Attualmente esistono ancora nel mondo 27 veicoli perfettamente restaurati e circolanti, tra cui il primo modello prodotto nel 1960 (siglato 0001) appartenente ad un capitano in pensione della Air New Zeland.

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